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Minaccia russa all’Europa: pericolo reale o paura globalista?

Putin afferma che le truppe europee in Ucraina significherebbero una guerra contro la Russia, eppure definisce immaginaria la paura dell’Europa. I numeri onesti: 450 milioni di europei contro 145 milioni di russi, 20.000 miliardi di dollari contro 2.000 miliardi. Perché allora la paura? Perché l’establishment globalista ne trae vantaggio, e il ridimensionamento di Trump ha posto fine alla protezione gratuita.

Firefighters and police officers standing near a burning hillside in southern France, with smoke rising behind them.

Incendi boschivi in Francia: 375 arresti distruggono la narrativa sul clima

Gli incendi boschivi in Francia del 2026 hanno ora un fascicolo di polizia: 375 persone arrestate, 142 delle quali minorenni, mentre i media continuavano ad attribuire la colpa ai cambiamenti climatici. Nove incendi su dieci sono causati dall’uomo, e circa il 30% viene appiccato deliberatamente. Dalla Spagna alla Grecia, il copione si ripete, e la narrativa sui cambiamenti climatici brucia più velocemente delle foreste che addita come vittime.

The horseshoe table of the UN Security Council with the United States seats empty while the French ambassador speaks.

Scontro tra gli Stati Uniti e l’ONU: la delegazione statunitense abbandona l’aula per colpa della Francia

Lo scontro tra gli Stati Uniti e l’ONU è esploso quando i diplomatici statunitensi hanno abbandonato il Consiglio di Sicurezza durante il discorso della Francia. Dietro il dramma: un voto truccato per Volker Türk, il capo dei diritti umani dell’ONU che ha condannato gli Stati Uniti più volte di cinque dittature messe insieme, e la Francia di Macron che fa la morale al mondo mentre processa la libertà di parola in patria.

Auto cinesi in Canada: una porta che apre l’invasione nordamericana di Pechino

Il Canada ha appena aperto le porte ai veicoli elettrici cinesi, riducendo i dazi dal 100% al 6,1%. Ma non si tratta del Canada. BYD, Chery e Geely si stanno precipitando ad aprire concessionarie, non per vendere auto in Canada, ma per usarlo come trampolino di lancio per conquistare il mercato automobilistico statunitense. L’invasione globale dei veicoli elettrici cinesi è già in corso.

Man at a lectern speaking to a semicircle of seated leaders in a bright conference room with a lake view behind the windows.

La diplomazia impotente dell’Europa: parole senza azione nella crisi iraniana

La diplomazia impotente dell’Europa è stata completamente smascherata durante il conflitto con l’Iran. Mentre gli Stati Uniti e Israele combattevano, la Francia traeva profitto dal petrolio del Medio Oriente, la Germania firmava accordi energetici bilaterali e la Spagna negava l’accesso alle basi statunitensi. Ora l’Europa pretende un posto al tavolo sull’Iran che si è rifiutata di difendere. Trump ha definito la NATO «CODARDI». Teheran li ha definiti «irrilevanti».

Lakeside town with white hotels and green hills, calm blue water and mountains across the lake.

Trump al vertice del G7 a Evian: Iran, IA e la battaglia per il futuro dell’Occidente

Il vertice del G7 a Evian si apre il 15 giugno con Iran, intelligenza artificiale e Ucraina all’ordine del giorno. Trump vuole il merito per un possibile accordo con l’Iran. L’Europa vuole la regolamentazione dell’intelligenza artificiale. Gli Stati Uniti hanno investito 285.900 milioni di dollari in intelligenza artificiale privata nel 2025, mentre l’intera UE ne ha attratto appena 8.000 milioni. Cinque paesi, cinque agende, un vertice molto teso.

Two fighter jets flying side by side above clouds, one with a blue-white-red roundel and one with a black cross marking.

Crisi dei caccia europei: quando la politica batte la difesa

La crisi dei caccia europei è appena peggiorata. Francia e Germania hanno cancellato il loro programma di jet di sesta generazione l'8 giugno 2026, lasciando la Spagna senza un sostituto di quinta generazione per i suoi vecchi Harrier. La Francia opera con una sola portaerei mentre offre all’Europa un ombrello nucleare. La revisione degli F-35 canadesi si trascina senza una data di conclusione. La politica continua a prevalere sulla difesa in tutto l’Occidente.

Man in a white shirt raising his fist on a stage in front of a large cheering crowd waving red, blue and orange flags.

Risultati delle elezioni in Armenia: la Russia ha perso, ma il pericolo non è finito

I risultati delle elezioni in Armenia sono arrivati: Pashinyan ha ottenuto il 49,8% nonostante i divieti commerciali russi, il richiamo dell’ambasciatore e le minacce di sospensione dall’UEE. Gli armeni hanno scelto l’Occidente. Ma l’Armenia sta diventando la prossima Ucraina? L’Europa sta facendo promesse che potrebbe non mantenere. E gli Stati Uniti dovrebbero riflettere attentamente prima di lasciarsi trascinare in un altro confronto globalista con la Russia nucleare.

Two men in dark suits shaking hands in front of British and Chinese flags in a formal hall.

Il reset tra Regno Unito e Cina e il cambiamento globale verso Pechino

La Ministra degli Esteri britannica Cooper è atterrata a Pechino il 1° giugno 2026, portando con sé telefoni usa e getta per timore di spionaggio. Eppure ci è andata lo stesso. Il reset tra Regno Unito e Cina è in corso. Starmer, Macron, Sanchez, Carney: ogni grande leader occidentale sta corteggiando Pechino. Ecco cosa significa per America First e per il futuro dell’Occidente.

Come il vertice globalista europeo a Yerevan ha scatenato la crisi Armenia-Russia-UEE

La Russia ha minacciato di sospendere l’Armenia dall’Unione Economica Eurasiatica (UEE) dopo che 50 leader europei hanno tenuto un vertice globalista a Yerevan. L’Armenia importa l'82% del suo gas dalla Russia. Il 35% delle sue esportazioni va a Mosca. La crisi Armenia-Russia-UEE espone un nuovo e pericoloso fronte nella spinta globalista contro l’influenza russa.

Stretto di Hormuz: Francia e Stati Uniti al Consiglio di sicurezza dell’ONU

Lo Stretto di Hormuz è praticamente chiuso e l’Occidente non riesce a trovare un accordo su come rispondere. Francia e Stati Uniti stanno promuovendo risoluzioni ONU concorrenti: una chiede all’Iran di fermarsi, l’altra non nomina nemmeno Teheran. Nel frattempo Cina e Russia tengono i loro veti pronti. Il petrolio è a 105 dollari e continua a salire.

L’Europa rifiuta il quadro militare statunitense allo stretto di Hormuz: il vero volto della NATO è smascherato

Macron, Starmer, Merz e Meloni hanno tutti rifiutato di aderire al quadro militare statunitense per riaprire lo stretto di Hormuz. Nel frattempo, gli Stati arabi del Golfo hanno co-firmato la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Gli arabi si sono fatti avanti. Gli europei della NATO si sono tirati indietro. Trump aveva ragione sull’alleanza, e Hormuz lo ha appena dimostrato agli occhi del mondo intero.