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Soldiers carrying an elderly man on a stretcher through the dust and rubble of collapsed buildings, a Venezuelan flag flying above the ruins

Terremoto in Venezuela del 2026: i Marines di Trump, il cuore di Bukele e i cani eroi

Due terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 hanno colpito il Venezuela il 24 giugno, uccidendo oltre 2.295 persone. Il terremoto in Venezuela del 2026 ha rivelato chi sono i veri amici del Venezuela. Trump ha inviato i Marines e 300 milioni di dollari. Bukele ha salvato personalmente alcuni sopravvissuti. La Cina ha promesso poco. La Russia non ha inviato nulla. E 137 cani eroi hanno setacciato le macerie.

Keiko Fujimori in a straw hat and flower garland raising both arms before a crowd waving orange Fuerza Popular flags and a Peruvian flag

Da Sendero a Chifagate: perché la vittoria di Keiko Fujimori conta per tutta l’America Latina

Il 29 giugno 2026, l’ONPE del Perù ha completato il conteggio ufficiale dei voti, confermando che Keiko Fujimori ha vinto con il 50,13%. Il suo quarto tentativo alla presidenza. La sua prima vittoria. Il JNE la proclamerà ufficialmente presidente eletta il 3 luglio. Alle sue spalle: il terrore di Sendero, nove presidenti in dieci anni, il Rolexgate, il Chifagate e una crisi della criminalità che ha scioccato persino i peruviani.

Uniformed soldiers unloading white relief boxes from a gray military cargo plane on a tarmac.

Come il soccorso al terremoto in Venezuela sta ridefinendo le relazioni tra Stati Uniti e Venezuela

I soccorsi per il terremoto in Venezuela sono in corso dopo che due violenti terremoti hanno colpito il 24 giugno 2026, causando finora oltre 235 morti e più di 1.000 feriti. Trump ha autorizzato 150 milioni di dollari in aiuti e ha dispiegato navi della Marina statunitense e squadre di ricerca e soccorso. La presidente ad interim Delcy Rodriguez ha ringraziato pubblicamente Trump per nome, un primo storico sul piano diplomatico.

Aerial view of a large container terminal with red cranes and a long breakwater on a desert coastline.

Sentenza sul porto di Chancay: il Perù resiste al controllo cinese sul suo scalo principale

La sentenza sul porto di Chancay del 19 giugno 2026 ha consegnato al governo peruviano una vittoria in primo grado contro COSCO Shipping, un’azienda che il Pentagono classifica ufficialmente come Società Militare Cinese. Ma COSCO ha già presentato appello, una battaglia più ampia sul controllo generale del porto è ancora aperta, e Keiko Fujimori potrebbe presto ereditare l’intera controversia.

Man in a white shirt waving from a stage to a cheering crowd holding yellow, blue and red flags at night.

Colombia: i risultati delle elezioni sorprendono la sinistra con la vittoria di De la Espriella

I risultati delle elezioni in Colombia sono arrivati: l’outsider conservatore Abelardo de la Espriella vince il ballottaggio presidenziale con il 49,65% dei voti contro il 48,70% del candidato di sinistra Iván Cepeda, con un margine inferiore a 250.000 voti. Trump ha chiamato per congratularsi con lui. Rubio ha dichiarato che i giorni migliori della Colombia sono davanti a lei. L’onda conservatrice in America Latina continua a crescere.

Container ships and red gantry cranes along a Pacific harbor with dry brown hills rising behind the port.

La lotta per il corridoio Cile-Cina: porti, litio e flotte da pesca

Il Cile ha appena offerto all’Argentina l’accesso ai suoi porti sul Pacifico per esportare il gas di Vaca Muerta verso l’Asia, una mossa difensiva contro il megaporto cinese di Chancay in Perù. La storia del corridoio Cile-Cina tocca anche il litio, una flotta peschereccia cinese in rapida espansione e una disputa sui cavi sottomarini che ha turbato la stessa transizione presidenziale cilena. Ecco il quadro completo.

Railway tracks cutting through dense Amazon rainforest toward the Andes, with a cargo train headed for the Pacific coast.

Come la proposta ferrovia Brasile-Perù espande il potere cinese in America Latina

La ferrovia Brasile-Perù proposta dalla Cina è un massiccio progetto infrastrutturale progettato per aggirare il Canale di Panama e garantire risorse a Pechino. Mentre leader di sinistra come Lula ignorano la sovranità nazionale, questo schema della Belt and Road minaccia la sicurezza degli Stati Uniti e gli ecosistemi incontaminati. Ecco perché espande rapidamente il potere regionale cinese.

De la Espriella guida il ballottaggio in Colombia dopo una sorprendente vittoria al primo turno

Il primo turno in Colombia ha consegnato un risultato sorprendente: De la Espriella ha travolto i sondaggi con il 43,73%. Cepeda ha concluso al secondo posto con il 40,91%. Il ballottaggio in Colombia è fissato per il 21 giugno. Paloma Valencia ha immediatamente appoggiato De la Espriella, unendo la destra. Due visioni radicalmente diverse per il futuro della Colombia si dirigono ora verso un decisivo secondo turno.

Terre rare brasiliane: l’accordo Serra Verde da 2.800 milioni di dollari che gli Stati Uniti non possono permettersi di perdere

Le terre rare brasiliane sono il 23% delle riserve mondiali, seconde solo alla Cina. Lula ha detto a Trump: tutti gli investimenti sono benvenuti, ma la lavorazione resta sul suolo brasiliano. Sul tavolo c’è un’acquisizione statunitense di Serra Verde da 2.800 milioni di dollari. Se gli Stati Uniti perdono questo accordo, la Cina si muove rapidamente. La finestra si sta chiudendo, e Pechino sta già osservando da vicino.

Elezioni in Perù 2026, ballottaggio: Cavero avverte della minaccia del chavismo alla democrazia

Le elezioni in Perù 2026 mettono di fronte la conservatrice Keiko Fujimori e il candidato di sinistra Roberto Sánchez in un ballottaggio fissato per il 7 giugno. Il deputato Alejandro Cavero avverte di gravi irregolarità elettorali, della minaccia del chavismo e spiega perché un nuovo Congresso bicamerale rende questo voto il più decisivo di una generazione.

Avversari stranieri sfruttano la crisi diplomatica boliviana in corso

La nuova crisi diplomatica boliviana espone l’interferenza marxista in America del Sud. Il presidente socialista colombiano Gustavo Petro ha istigato il caos a La Paz, costringendo all’espulsione del suo ambasciatore. Questa aggressiva sovversione di un partner sovrano degli Stati Uniti esige una forte risposta America First per bloccare Cina e Russia dalla regione.

La crisi socialista boliviana minaccia la stabilità sudamericana

La crisi socialista boliviana rivela il vero volto della politica radicale di sinistra in America del Sud. L’ex presidente Evo Morales si serve di milizie armate per bloccare le autostrade e affamare le città al fine di sfuggire alle accuse di tratta di esseri umani. Nel frattempo, rapporti non verificati suggeriscono che guerriglieri colombiani stiano entrando nel paese per offrire supporto tattico.