Tag Xi Jinping

Vertice Trump-Xi: stabilità raggiunta, ma nessuna svolta

Il vertice Trump-Xi a Washington si è concluso con una proroga di due mesi della tregua commerciale e nient’altro: nessun accordo su Iran, Taiwan, chip o terre rare. Xi voleva la fine delle vendite di armi a Taiwan; Trump voleva leva su Teheran e il rispetto delle vecchie promesse. La stabilità ha prevalso sull’escalation, ma le promesse non mantenute guadagnano solo un guinzaglio più corto.

Vertice BRICS a Nuova Delhi: undici agende separate allo scoperto

Il vertice BRICS a Nuova Delhi si è concluso con una dichiarazione di 45 pagine che non nomina mai gli Stati Uniti. Modi ha rimproverato la Cina per i minerali critici, la Russia ha ottenuto il silenzio sull’Ucraina, l’Iran se ne è andato con i propri canali di pagamento esistenti approvati, non difesi, e nessuna valuta comune è apparsa. Undici paesi, undici agende, una fotografia.

Chinese yuan banknotes stacked between euro and dollar bills, with a rising exchange rate chart in the background.

Obiettivi valutari della Cina: perché Pechino non può avere uno yuan debole e la fiducia del mondo

La Germania accusa Pechino di manipolare lo yuan, e lo scontro mette in luce una contraddizione negli obiettivi valutari della Cina. Pechino vuole che il mondo commerci in yuan e risparmi in yuan allo stesso tempo, ma una valuta debole favorisce le esportazioni mentre distrugge la fiducia che il risparmio richiede. La Cina sta vincendo una corsa e sta chiaramente perdendo l’altra.

Five-sided government building seen from above, with a red flag with yellow stars faintly overlaid on the sky.

Lista nera del Pentagono sulla Cina: Alibaba, BYD e Baidu nel mirino

La lista nera del Pentagono sulla Cina include ora 188 aziende cinesi collegate all’Esercito Popolare di Liberazione. Alibaba, Baidu, BYD, Tencent e NIO vi figurano. La legge cinese del 2017 sull’intelligence nazionale impone a ogni azienda di cooperare con i servizi di intelligence di Pechino su richiesta. Quella legge l’hanno scritta loro. Ora gridano alla discriminazione.

Two men in dark suits shaking hands in front of British and Chinese flags in a formal hall.

Il reset tra Regno Unito e Cina e il cambiamento globale verso Pechino

La Ministra degli Esteri britannica Cooper è atterrata a Pechino il 1° giugno 2026, portando con sé telefoni usa e getta per timore di spionaggio. Eppure ci è andata lo stesso. Il reset tra Regno Unito e Cina è in corso. Starmer, Macron, Sanchez, Carney: ogni grande leader occidentale sta corteggiando Pechino. Ecco cosa significa per America First e per il futuro dell’Occidente.

La produzione industriale cinese si ferma a maggio mentre la ripresa industriale statunitense accelera

La produzione industriale cinese si è fermata a maggio 2026, mentre lo shock energetico causato dalla guerra in Iran stringe i produttori in una morsa. La Germania ha registrato una contrazione del 2,8%. Nel frattempo, la ripresa industriale degli Stati Uniti ha segnato il guadagno più consistente in oltre un anno. La Corea del Sud è balzata del 7,1%. La corsa industriale globale la stanno vincendo le nazioni che investono in tecnologia, non nell’energia a basso costo o nella manodopera a basso costo.

Xi abbraccia MAGA al banchetto di Pechino e lo sostiene con accordi concreti

Durante la storica visita di stato del presidente Trump in Cina, Xi Jinping ha pubblicamente abbracciato MAGA al banchetto di Pechino, elogiando il patriottismo statunitense e firmando accordi importanti. La Cina ha accettato di acquistare soia, GNL, petrolio e 200 aerei Boeing dagli Stati Uniti. Xi ha persino offerto aiuto sull’Iran. Questo è l’aspetto della forza statunitense.

Uranio del Kazakistan: la Cina vince mentre gli Stati Uniti rinunciano

Il Kazakistan produce il 43% dell’uranio mondiale, e la Cina lo sta acquisendo rapidamente. Pechino ha firmato accordi per 25.000 milioni di dollari, sta costruendo le centrali nucleari del Kazakistan e controlla le catene di approvvigionamento chiave. Gli Stati Uniti possiedono meno dell'1% delle riserve mondiali di uranio. Mentre Trump ricostruisce la potenza nucleare statunitense, la Cina sta già assicurandosi il combustibile.

Trump atterra a Pechino con Musk e i principali CEO in una storica prima visita dal 2017

Trump atterra a Pechino il 13 maggio 2026, con Elon Musk, Jensen Huang, Tim Cook e una delegazione di amministratori delegati da mille miliardi di dollari, la prima visita presidenziale statunitense in Cina in quasi un decennio. Tre obiettivi: reset commerciale, pressione sull’Iran e stabilità di Taiwan. La Cina ha persino rinominato discretamente Rubio per consentirgli l’ingresso. La forza funziona.

Pechino ha fatto pressione su Teheran per riaprire Hormuz, e non è stata una coincidenza

Una settimana prima che Trump incontri Xi Jinping a Pechino, il ministro degli Esteri iraniano è volato in Cina per la prima volta dall’inizio della guerra. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha detto a Teheran di riaprire lo stretto di Hormuz e di fare un passo indietro. Rubio lo ha chiesto pubblicamente. La Cina ha fatto la sua parte. Riaprire Hormuz: questa è la pace attraverso la forza al massimo livello.

Image illustrating how China's purchases of Iranian oil help fund global terrorism.

La Cina finanzia il terrore: le implicazioni dietro l’avvertimento di Bessent sul petrolio iraniano

Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato apertamente prima del viaggio di Trump in Cina: Pechino acquista il 90% del petrolio iraniano, rendendo la Cina la spina dorsale finanziaria del più grande sponsor del terrorismo al mondo. Hezbollah, Hamas, Houthi: tutti finanziati indirettamente dai petrodollari cinesi. Mentre la Marina degli Stati Uniti combatte nello stretto di Hormuz, la Cina firma gli assegni.