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Crisi Lula Brasile USA: il presidente socialista attacca Trump e Rubio
Lo sfogo di Lula rivela le vere linee di frattura nel rapporto tra Brasile e Stati Uniti.
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha perso il controllo in una sorprendente conferenza stampa questa settimana, lanciando attacchi personali sia contro il presidente Trump sia contro il segretario di Stato Marco Rubio.
«Quel Marco Rubio è anti-latinoamericano», ha dichiarato pubblicamente Lula, definendolo «un nemico mortale di Cuba».
Ha anche chiamato Trump «l’imperatore del mondo» e ha avvertito che «se gli Stati Uniti vogliono problemi, il Brasile non si metterà a piangere».
Parole forti da parte di un uomo che è stato condannato per corruzione e riciclaggio di denaro nell’ambito dell’Operazione Car Wash, per aver accettato tangenti da società di ingegneria in cambio di contratti con Petrobras, e che ha scontato una pena detentiva prima che la sua condanna venisse successivamente annullata per motivi procedurali.
La maschera è caduta. Questo è il vero Lula.
Il vero innesco: dazi, Bolsonaro e orgoglio ferito
La causa immediata della rabbia di Lula è una nuova proposta di dazio del 25% sui prodotti brasiliani ai sensi della Sezione 301 della legge commerciale statunitense, che prende di mira quelle che Washington definisce pratiche commerciali brasiliane «irragionevoli».
Ma il contesto è più profondo.
Trump aveva precedentemente colpito il Brasile con dazi del 50% dopo il processo e la condanna dell’ex presidente Jair Bolsonaro, condannato a 27 anni per il tentativo di colpo di Stato del 2022, un uomo che Trump sostiene apertamente.
I figli di Bolsonaro hanno recentemente visitato Washington e incontrato Trump, e Lula li ha accusati pubblicamente di essere «traditori della nazione» per aver presumibilmente fatto pressioni sugli Stati Uniti affinché imponessero dazi.
Lula si è sentito preso alla sprovvista. Aveva lasciato un incontro alla Casa Bianca a maggio convinto che le relazioni stessero migliorando. Non era così.
Cosa significa tutto ciò per le relazioni Lula Brasile USA e per America First
Il rapporto tra Lula, il Brasile e gli Stati Uniti non riguarda soltanto soia e acciaio.
Washington ha anche recentemente designato due bande criminali brasiliane come organizzazioni terroristiche, una mossa che minaccia direttamente Lula sul piano politico, poiché rafforza la sua opposizione.
E al di sotto della guerra commerciale si cela una realtà strategica più profonda. Il Brasile possiede alcuni dei depositi di terre rare più importanti al mondo.
La Cina ha corteggiato aggressivamente il Brasile attraverso i BRICS e accordi infrastrutturali. Lula pensa che questo gli conferisca potere contrattuale. Si sbaglia.
Un presidente socialista che difende Cuba, protegge il Venezuela e attacca funzionari statunitensi in conferenze stampa pubbliche non è un partner. È un problema.
La politica commerciale America First non è un attacco personale al Brasile. È un messaggio a ogni nazione: fare i propri comodi con Pechino mentre si pretende il favore di Washington non è una strategia praticabile.
Lula può chiamare Trump imperatore. Ma gli imperatori non vanno a mendicare sgravi tariffari.
In risposta a @UHN_Plus https://x.com/UHN_Plus/status/2062247994104086752?s=20



