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Uomini ucraini intrappolati, lavoratori stranieri arrivano al loro posto
Il reclutamento forzato in Ucraina, la cosiddetta «mobilitazione», non assomiglia a un normale servizio militare obbligatorio.
In un vero sistema di leva, le regole sono chiare, le convocazioni vengono consegnate per iscritto e l’applicazione avviene principalmente attraverso pratiche burocratiche e tribunali, non attraverso retate di strada.
Oggi le squadre di arruolamento ucraine pattugliano i centri città, le stazioni della metropolitana, gli autobus e persino gli ingressi dei condomini, afferrando uomini in età di leva e costringendoli su furgoni con pochissimo preavviso.
Le famiglie guardano figli e mariti sparire verso i centri di reclutamento come se fossero stati arrestati, non chiamati a un dovere legittimo.

Lavoratori stranieri colmano i vuoti
Allo stesso tempo, lavoratori stranieri e migranti «temporanei» vengono silenziosamente introdotti per colmare i vuoti occupazionali creati dalla mobilitazione di massa e dall’emigrazione.
Stime esterne indicano che centinaia di migliaia di soldati ucraini sono già stati uccisi o feriti in modo permanente dal 2022.
Ciò significa che una quota enorme di questi uomini non farà mai ritorno a casa dalle proprie mogli e dai propri figli piccoli.
Alcuni commentatori sostengono che la situazione stia iniziando ad assomigliare a uno scambio demografico: gli uomini locali vengono decimati al fronte mentre la manodopera straniera riempie le città ucraine, e non c’è nulla di «temporaneo» nelle sedie vuote lasciate indietro.
Un avvertimento per l’Europa occidentale
Se questo modello dovesse mai diffondersi alle grandi potenze europee come la Germania o il Regno Unito in una futura guerra con la Russia, il risultato potrebbe essere lo stesso: reclutamento aggressivo in patria, lavoratori importati nelle retrovie e uno spostamento demografico a lungo termine che nessuno ha mai votato.
I critici avvertono che ciò che gli ucraini vedono oggi nelle strade di Kiev potrebbe essere un’anteprima di ciò che potrebbe accadere domani a Berlino o Londra, se i loro leader decidessero che la coscrizione «d’emergenza» ha la precedenza sulle norme civili fondamentali.
Che la si chiami «teoria della sostituzione» o in altro modo, i cambiamenti demografici in Ucraina sono reali.
L’avvertimento è reale
Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha già detto ai tedeschi che il paese «deve essere pronto per la guerra entro il 2029», avvertendo il parlamento che Berlino deve riarmarsi e preparare la propria società a un potenziale confronto diretto con la Russia.
In Francia, il generale Vincent Desportes, stratega di alto livello, ha ribadito lo stesso messaggio affermando che l’Europa deve «prepararsi alla guerra» ed essere pronta «a perdere i nostri figli» in un futuro conflitto con la Russia, sostenendo che l’esito della guerra in Ucraina deciderà il destino della Francia e dell’Europa.
La verità alla fine sconfigge la propaganda.



