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La CIA ha eliminato un boss del Cartello di Sinaloa in Messico
La CIA ha facilitato l’assassinio di Francisco «El Payin» Beltran, un operativo di medio livello del Cartello di Sinaloa, su un’autostrada messicana il 28 marzo 2026, ma i dettagli stanno ora emergendo.
Un ordigno esplosivo collocato all’interno del suo veicolo ha ucciso lui e il suo autista all’istante.
L’operazione è stata condotta dall’unità d’élite Ground Branch della CIA, parte di una campagna clandestina ampliata e finora non divulgata all’interno del Messico per smantellare le reti di traffico di droga.
Non si tratta di un episodio isolato.
Solo quest’anno, gli Stati Uniti hanno colpito decine di imbarcazioni narco nei Caraibi, hanno estromesso l’ex presidente venezuelano legato ai cartelli e hanno incriminato un governatore messicano in carica per traffico di droga.
Tattiche clandestine e il costo diplomatico
Questa operazione impone un duro dibattito politico, dalle tattiche clandestine anti-cartello al reale costo diplomatico di condurre operazioni letali nel territorio di una nazione partner.
Alcuni analisti avvertono che potrebbe innescare una maggiore violenza dei cartelli e nuove ondate migratorie verso nord.
Sono domande legittime. Ma devono essere soppesate rispetto all’alternativa: non fare nulla mentre il fentanyl continua ad attraversare il confine e a uccidere decine di migliaia di statunitensi ogni anno.
Gli Stati Uniti non hanno scelto questa situazione.
L’incapacità del Messico di governare il proprio territorio ha fatto la scelta al posto di Washington.
Sheinbaum urla «sovranità» mentre i cartelli governano il suo paese
La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha definito le notizie sulla CIA «una finzione grande quanto l’universo». Ma la sua credibilità su questa questione è pari a zero.
Il governatore del Sinaloa appartenente al suo stesso partito, uno stretto alleato politico, è stato appena incriminato da un tribunale federale di New York per legami con il cartello.
La stessa Sheinbaum ha ammesso di non essere a conoscenza delle operazioni della CIA nel Chihuahua, il che dice tutto: o il Messico non governa il proprio territorio, oppure fa finta di non vedere.
Non si può invocare la sovranità quando i signori della droga controllano già il proprio governo.
Quando una nazione partner non agisce, gli Stati Uniti hanno sia il diritto sia il dovere di proteggere il proprio popolo.



