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Image accompanying the article on Texas conservatives warning that the mosque-centered EPIC City project is far from final approval.

I conservatori del Texas avvertono che il progetto urbano incentrato sui musulmani è lontano dall’approvazione definitiva

Questa sentenza non è il canto della vittoria finale. Un giudice ha concesso agli sviluppatori una vittoria procedurale, ma il progetto da 1.000 abitazioni incentrato su una moschea deve ancora affrontare sfide legali, indagini in corso e anni prima che qualsiasi costruzione abbia inizio. I conservatori texani hanno tutto il diritto di esigere chiarezza, responsabilità e risposte riguardo all’integrazione di questo progetto.

Image accompanying the article on President Trump signing the permit for the Bridger Pipeline, a new Canada-US oil route.

Trump firma il permesso per il Bridger Pipeline per una nuova rotta petrolifera Canada-Stati Uniti

Trump ha appena autorizzato un altro importante oleodotto transfrontaliero, definendolo «un accordo enorme in termini di dominanza energetica a lungo termine e sicurezza energetica». Mentre la politica dell’era Biden trattava i oleodotti come un crimine morale, Trump li sta ripristinando come infrastrutture strategiche, ricostruendo la spina dorsale fisica della forza energetica nordamericana.

Image accompanying the article on Belgium reversing its nuclear phase-out and taking control of its seven reactors, proving Trump right on energy.

Belgium First: l’inversione nucleare dimostra perché Trump aveva ragione sull’energia

Il Belgio sta riaprendo la porta al nucleare e si muove per assicurarsi il controllo su tutti e sette i reattori, segnando non solo un cambiamento energetico ma una correzione di sovranità. Mentre il tedesco Merz ammette che l’abbandono del nucleare è stato un errore strategico, il Belgio dimostra che le avvertenze di Trump erano giuste: l’energia affidabile batte il dogma verde ogni volta.

Image accompanying the article on the permanent damage the Hormuz blockade is causing to Gulf oil wells and LNG exports.

Il danno permanente al petrolio causato dal blocco di Hormuz di cui nessuno parla

Il blocco di Hormuz minaccia qualcosa di più di uno shock petrolifero temporaneo. Con l’interruzione dell’iniezione di gas nei pozzi del Golfo ormai invecchiati, acqua, cera e asfalteni possono danneggiare permanentemente la produzione. Gli attacchi a South Pars e Ras Laffan approfondiscono i timori di una perdita di capacità, di costi più elevati del GNL e di anni di prezzi energetici elevati. I mercati potrebbero trovarsi di fronte a un lungo e costoso riallineamento dell’offerta.

Image accompanying the article on Defense Secretary Pete Hegseth’s first congressional hearing since the Iran war began and his defiant answer to Democrats.

La prima audizione al Congresso di Pete Hegseth dalla guerra con l’Iran: le minacce dei democratici e la sua risposta sfidante

Hegseth risponde al Congresso: il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha effettuato la sua prima comparsa al Congresso dall’inizio della guerra con l’Iran, testimoniando per quasi sei ore davanti alla Commissione per le forze armate della Camera. Il suo messaggio è stato chiaro e senza scuse: l’Iran non può avere una bomba nucleare. Punto.

Image accompanying the article on Trump rejecting Iran’s offer to reopen the Strait of Hormuz as Brent crude tops 119 dollars a barrel.

Trump respinge l’offerta dell’Iran su Hormuz mentre il greggio Brent tocca i 119 dollari

Il greggio Brent ha superato i 119,50 dollari al barile mentre il blocco dello Stretto di Hormuz entra nel suo secondo mese, con Trump che respinge l’offerta dell’Iran di riaprire le acque come una tattica dilatatoria. I dati di Kpler mostrano che Teheran ha appena 12-22 giorni prima che le chiusure forzate dei pozzi causino danni permanenti alle infrastrutture. La pressione sta aumentando rapidamente.

Image accompanying the article on the United Arab Emirates leaving OPEC and what it means for oil prices, Russia and America First.

Gli EAU abbandonano l’OPEC: cosa significa per i prezzi del petrolio, la Russia e America First

L’OPEC ha appena subito un colpo devastante: gli Emirati Arabi Uniti, il suo terzo produttore per dimensioni, hanno abbandonato il cartello, scegliendo l’alleanza con gli Stati Uniti e Israele rispetto alla fedeltà al cartello, dopo settimane di attacchi missilistici iraniani. Gli EAU prevedono di aumentare la produzione fino a 5 milioni di barili al giorno, mettendo a rischio i finanziamenti bellici della Russia e i prezzi globali del petrolio.

Image accompanying the article on the US Senate blocking a Democratic war powers resolution meant to shield Cuba’s communist regime from Trump’s pressure.

Il Senato degli Stati Uniti blocca il tentativo dei democratici di proteggere Cuba: la pressione di Trump regge

Il Senato degli Stati Uniti ha votato 51-47 per bloccare la risoluzione sui poteri di guerra dei Democratici, che avrebbe protetto il regime comunista di Cuba dalla campagna di pressione di Trump. Dopo aver abbattuto Maduro e tagliato il petrolio venezuelano all’isola, Trump ha dichiarato «Cuba è la prossima». I Democratici non hanno offerto alternative, solo una difesa riflessa della tirannia nell’emisfero occidentale.

Image accompanying the article on King Charles III addressing a joint session of the US Congress and urging support for Ukraine’s war.

La visita di re Carlo al Congresso USA: una spinta reale per tenere l’America nella guerra in Ucraina

Il re Carlo III ha fatto storia oggi, rivolgendosi al Congresso e chiedendo una «risoluta fermezza» per l’Ucraina. Ma chi ha nominato un re straniero per dettare la politica di guerra statunitense? Mentre i legislatori offrivano ovazioni in piedi, sono i contribuenti americani a pagare il conto. Questa visita reale è davvero diplomazia, o l’ultimo disperato tentativo di lobbying della NATO?

Image accompanying the article on the 3,000 Ukrainian refugees who marched in Wroclaw against Zelensky and the European media silence about it.

La guerra che i globalisti vogliono: perché i media europei hanno messo a tacere i manifestanti ucraini

I profughi ucraini hanno appena distrutto la narrativa ufficiale. A Breslavia, in Polonia, 3.000 persone fuggite dall’Ucraina hanno marciato contro Zelensky, chiedendo libertà civili, elezioni libere e la fine della guerra. Nessun media mainstream polacco l’ha coperto. Perché Zelensky rifiuta il piano di pace di Trump quando i suoi stessi cittadini lo implorano?

Image accompanying the article on Europe’s Industrial Accelerator Act and the battle with China for industrial sovereignty.

Europa contro la Cina: la battaglia per la sovranità industriale

Dipendere dalla Cina per il 70% delle tecnologie strategiche non è commercio, è resa. Bruxelles ha finalmente agito con il suo Industrial Accelerator Act, imponendo la produzione di origine UE per veicoli elettrici, batterie e solare negli appalti pubblici. La sovranità industriale ha un prezzo, ma la dipendenza costa di più. Perché l’Europa ha impiegato così tanto tempo?