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Il Satan II russo, Putin manda un messaggio al mondo
L’RS-28 Sarmat russo, nome in codice NATO «Satan II», è stato lanciato con successo in fase di test il 12 maggio 2026 dal cosmodromo di Plesetsk, nella Russia nordoccidentale.
Il missile ha colpito il bersaglio nel poligono di Kura, nella penisola della Kamchatka.
Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato in un discorso televisivo: «Questo è il missile più potente del mondo».
Sostiene che la resa della testata sia più di quattro volte superiore a qualsiasi equivalente occidentale, con una gittata superiore a 35.000 chilometri, sufficiente a raggiungere qualsiasi città degli Stati Uniti o dell’Europa.
Il missile Satan russo è progettato per trasportare fino a 16 testate nucleari a puntamento indipendente ed è capace di volo suborbitale, rendendo l’intercettazione estremamente difficile.
Putin afferma che entrerà in servizio operativo entro la fine del 2026.
L’ultimo trattato sulle armi nucleari tra la Russia e gli Stati Uniti, il New START, è scaduto a febbraio, lasciando entrambi gli arsenali completamente privi di limiti per la prima volta in oltre mezzo secolo.
Non si tratta di rumore di fondo. È un segnale diretto.
Satan II: un’arma reale, con affermazioni esagerate
Pavel Podvig, analista nucleare occidentale dell’Istituto delle Nazioni Unite per la ricerca sul disarmo, ha offerto una valutazione misurata: il dispiegamento del missile più grande della Russia nel corso di quest’anno è realistico, ma non porterà a «un cambiamento significativo nel potenziale deterrente delle forze strategiche russe».
È la voce della prudenza professionale, e merita di essere ascoltata.
Il missile Satan russo presenta debolezze documentate.
È alimentato a propellente liquido, il che significa che deve essere rifornito poco prima del lancio, una vulnerabilità tattica rispetto ai sistemi occidentali a propellente solido.
Nel settembre 2024, un test si è concluso con un clamoroso fallimento, lasciando un cratere largo circa 60 metri nel silo di lancio di Plesetsk, secondo quanto riportato da CBS News.
Putin ha annunciato la «prontezza imminente» del Sarmat almeno 10 volte dal 2021.
Osservi con attenzione. Creda con cautela. Ma non lo sottovaluti.
Il Golden Dome di Trump: la risposta degli Stati Uniti al missile Satan russo
C.S. Lewis scrisse: «La strada più sicura verso l’Inferno è quella graduale, il pendio dolce, morbido sotto i piedi, senza svolte improvvise».
Una nazione che ignora lentamente una minaccia nucleare crescente, una rassicurazione alla volta, percorre quel pendio senza rendersene conto.
È precisamente per questo che lo scudo missilistico Golden Dome di Trump è importante.
Il Congressional Budget Office stima 1.200 miliardi di dollari nell’arco di 20 anni: costoso, certo. Ma il costo della compiacenza si misura in città, non in dollari.
Lewis ci ricorda che l’indifferenza al male è essa stessa una scelta.
Quando il nemico dà al suo missile il nome del diavolo e lo testa mentre l’ultimo trattato sulle armi giace scaduto, non si scrolla le spalle. Si costruisce lo scudo. Si monta la guardia.
Gli Stati Uniti si sono sempre alzati all’altezza del momento, e questo momento non esige nulla di meno.



