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Secondo Reuters, Pechino ha introdotto nuove regole commerciali ad aprile che hanno allarmato le imprese statunitensi, poiché potrebbero penalizzare le aziende straniere che spostano gli approvvigionamenti fuori dalla Cina.
Questo significa che non si tratta di un semplice titolo commerciale come tanti altri.
È la Cina che utilizza la pressione legale per bloccare il cosiddetto «derisking» e la sovranità strategica che gli Stati Uniti dichiarano di voler perseguire in settori critici come i minerali, la medicina e la manifattura.
In parole semplici, Pechino sta cercando di rendere più difficile liberarsi dalla dipendenza.
La trappola del derisking
La contraddizione è ormai evidente.
Washington chiede alle aziende di ridurre l’esposizione alla Cina, ma Pechino sta costruendo strumenti per aumentare il costo di fare esattamente questo.
Reuters osserva che queste norme sono state annunciate proprio alla vigilia di un possibile vertice Trump-Xi, il che conferisce loro una tempistica strategica ben precisa.
La Cina non negozia più soltanto con i dazi. Negozia con la paura delle imprese.
Guerra economica
Ecco perché gli statunitensi dovrebbero smettere di considerare il commercio come una questione d’affari neutrale.
Reuters ha inoltre riferito che la Cina sta ampliando il proprio arsenale di pressione economica attraverso le catene di approvvigionamento, la leva legale e i controlli tecnologici.
Si tratta di guerra economica condotta con altri mezzi.
Se gli Stati Uniti vogliono una vera sovranità industriale, devono smettere di trattare la dipendenza dalla Cina come un inconveniente gestibile e iniziare a trattarla come una vulnerabilità nazionale.
La sovranità comincia dalle catene di approvvigionamento.



